Suoni e droni in Copyleft: intervista a CGA

 

Ci sono situazioni non volute e determinate dall ‘istinto, come nel caso del mio incontro con CGA. Vagavo per il web cercando nuove ispirazioni, talenti (parola da rivalutare…) da cogliere nella loro essenza, suoni che avessero la capacità di catturami.

 

Fu immediato allora il download su Jamendo dell ‘album di CGA “drones that creep her out” perché dronico ma non asfittico, oscuro ma non buio, industriale ma con luci flebili al di là della tenebra sociale, percezioni confermate nell ‘intervista. Ritroveremo ancora CGA nel futuro con un lavoro diverso ma non totalmente dissimile e, vista la comune voglia di scoprire, interpretare ciò che già esiste, sfruttare il cervello come potenzialità creativa,  è stato immediato approfondire la conoscenza dell ‘artista.  Questo mi è subito piaciuto in CGA: l ‘anarchia imprevedibile di una mente equilibrata e determinata. In cosa? Nel tutto, nel proiettarsi al di fuori del corpo fisico per cercare e sfruttare possibilità legate al talento, una dote rara ma preziosa se investe un artista. Vi lascio alle risposte complete di questa chiacchierata, i Coil ci legano nell ‘avere un gradimento comune ma forse ciò che ci lega di più è il guardare oltre, l ‘essere sempre avanguardia e sarà sempre il motto di Sounds Behind The Corner, il meglio deve ancora uscire, un fardello importante ci accompagna nel nostro viaggio musicale tra future (speriamo) decine e decine di pagine, ma sarà strettamente legato ad un futuro da costruire nota su nota, drone su drone, come CGA e la sua musica…Buona lettura!

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(Nicola) Ti chiedo innanzitutto di presentarti, di presentare il tuo progetto e la tua concezione sonora rapportandola  a “Drones That Creep Her Out”.

(CGA)Ciao Nicola, innanzitutto grazie per aver recensito uno dei miei album e per questa intervista. Non avrei mai pensato che la mia musica potesse piacere a tal punto. Mi fa anche piacere come tu abbia interpretato la mia musica, se ho suscitato quelle parole ed impressioni ne sono felice.

Per quanto riguarda la mia concezione sonora e la mia “arte” in genere, banalmente: viene tutta da

dentro ma é anche stata influenzata da gusti musicali (e non solo) che mi hanno dato non uno stile ma degli input preziosi. Sono creativo ed eclettico con allucinazioni e visioni frequenti, queste sono la base delle idee, spesso ambiziose, che trasformo in creazioni quando sono tranquillo e dotato di mezzi per farlo.

Molte se ne perdono se non sono a casa e non ho un registratore per prendere appunti, o se sono

troppo visionarie e ambiziose per i miei mezzi. Sin da subito ho sviluppato uno stile dark ed ossessivo, quasi ripetitivo. Ma “invidio” chi riesce ad essere arioso e “quadrato” nella composizione musicale.

Come si nota in “drones that creep her out” mi piace stendere tappeti musicali, se potessi, li farei infiniti. Infatti, una cosa che mi piace fare spesso e mettere una canzone che mi piace, in loop ed ascoltarla per ore.

Non possiedo un ‘istruzione musicale e non mi ritengo un musicista, suono ad intuito e ispirazione. Lo faccio per piacere personale. Se poi ad altri piacciono le mie creazioni (musica, foto, testi, quadri, installazioni etc...) allora ne sono contento, specialmente se piacciono al mio circolino di amici artisti. Ma la mia intenzione primaria non é quella di piacere, é quella di creare e dare sfogo alle mie ambizioni e idee, così come piace a me.

Nel 2010 ho comprato della strumentazione MIDI muta da usare con il mio “cga::studio”, in modo da non rimanere legato e intrappolato ad hardware da dove é difficile estrapolare le mie creazioni. Attualmente non ho ancora finito di studiare il libro sul MIDI, ma presto potrò dare sfogo alle mie idee anche grazie a questa nuova strumentazione e suonare live. Adoro i tracker (nasco col FT2) e uso Renoise su Arch Linux. Altra strumentazione software usata: ZynAddSubFx, JACK, LADSPA, LASH, DSSI, Audacity, JackRack. (solo per citarne alcuni).

I miei gusti musicali spaziano a 360° gradi, adoro i Coil (R.I.P) e ne possiedo un invidiabile collezione. In questo periodo sto ascoltando moltissimo folk di tutte le epoche e stili, e New Weird America.

 

(Nicola) Perché hai scelto questa foto in particolare, raccontami una storia legata ad essa…

(CGA)La foto che ti ho mandato mi ritrae a Londra nell ‘Aprile del 2000, la mia prima notte li. Durante una passeggiata notturna in Hyde Park, assieme al mio amico Jonatah M., ho visto questo albero e mi ci sono appeso. Adoro il contatto con la natura, specialmente con gli alberi. Lo scatto é di Jonatah. L ‘ho scelta perché indica per me l ‘inizio di un capitolo importante della mia vita, oramai chiuso ma parte fondamentale del CGA di oggi e vivo nella memoria, nel bene e nel male. La mia avventura londinese era iniziata per un concerto dei Coil, dovevo stare lì una settimana e sono diventati quasi tre anni, quando al quarto giorno ho deciso di strappare il mio biglietto aereo e di vedere come sarebbe stato vivere lì.

Se posso descrivere la mia avventura in poche parole userei queste: surreale, fantastica ed irripetibile. Fatta di squat, di stenti e di degrado (ho anche vissuto in un garage per due mesi). Ma fatta anche di momenti felici. Fatta di concerti, di mostre e di pub. Fatta di alcool e di droghe psicotrope. Fatta di sesso e di amore. Fatta di molti conoscenti, di pochi amici che si possono definire tali e di ragazze (con i quali sono ancora in contatto). Credo che se ci facessi un film, la gente penserebbe che abbia una gran fantasia (che è vero), ma sbalordirebbe e stenterebbe a credere nel sentire che é tutto vero. L ‘ho scelta anche perché hai nominato Londra nella tua recensione, mi sembrava adeguata per dare un indizio.

 

(Nicola) Fondamentale nella tua musica è l ‘approccio quasi  ‘politico ‘ legato ad essa; ciò ti porta a slegarti da ciò che è omologabile per creare un mondo nemmeno troppo parallelo fatto di attività  ‘open source ‘ anche a livello compositivo. Ti va di raccontarci il tuo modo di comporre?

(CGA)Sono sempre stato un “outsider” e controcorrente, in quanto curioso e mai soddisfatto mi piace esplorare e cercare e fare quello che mi si confà. Se posso usare un proverbio che é parte integrante della mia filosofia di vita e che mi rispecchia: “non smettere mai di cercare quello che ami, o finirai per amare ciò che trovi”.

Questo mi ha portato, negli anni, a scovare nei meandri della società quello che definisco il mio habitat naturale: il Copyleft. Termine che racchiude tutto ciò che tu definisci “Open Source”. Dagli strumenti che uso (Linux e i software per fare musica), sia per lavoro che per tutto il resto, al modo di vedere e vivere la società e la mia vita. Non lo definirei un approccio politico ma un impegno sociale che nel mio piccolo porto avanti diffondendo questa “filosofia”.

Di riflesso forse può essere politica, ma non credo nella politica, io credo nell ‘intelligenza collettiva e che un giorno non troppo lontano questa filosofia (come sta accadendo da anni in modo sempre crescente) possa farci tornare ad un “Era Dorata”.

Se vuoi, un risveglio delle menti e delle facoltà in ognuno di noi, come un vero organismo che lavora in simbiosi in ogni sua parte per il bene di se stesso e di ciò che lo circonda e gli rende possibile l ‘esistenza. Per quanto riguarda il mio modo di comporre: so che sembra banale, suono e compongo solo quando sono ispirato ed ogni pezzo é una storia a sé.

Il processo avviene in un flusso a volte ben preciso e a volte é solo improvvisazione. Data l ‘ispirazione di quel momento, o la voglia di comporre in una data maniera, determina la scelta dei campioni (onore alla mia fonte principale: FreeSound) e mentre scarico campioni, compongo direttamente (a volte anche su FreeSound stesso, dove metto in loop i campioni direttamente sul sito per vedere come legano e se rispecchiano la mia idea iniziale), per poi deviare o cambiare strada oppure rimanere fedele all ‘idea originale che mi ha portato a scegliere quei determinati campioni. Dipende dai casi, ma improvviso parecchio nella mia composizione.

Altre volte invece ho un ‘idea ben precisa che realizzo in poco tempo, in maniera diretta. Per la pubblicazione di un album poi, i pezzi non nascono tutti assieme e per quello specifico album. Di solito gli album sono composti (ad eccezione di “A Symphony Of An Ignorable Average”) da canzoni di vari periodi, l ‘importante é che leghino assieme e che mi piacciano a tal punto da pubblicarli.

Infatti questo é accaduto per “drones that creep her out, dove trovi pezzi recenti ed alcuni della fine degli anni 90 che non avevo mai pubblicato.

 

(Nicola) Nella tua musica avverto un esoterismo permeato come appunto nei Coil; Pensiamo insieme ad un ‘entità maligna che respira la nostra società, si arricchisce nel nutrirsi del nostro modo sbagliato di vivere. Quanto c ‘è di ciò nella tua musica e quale compito può avere la musica nel dare alternative emozionando o provocando?

(CGA)Mi spiace deluderti per quanto riguarda l ‘esoterismo ma quando compongo lo faccio per  ‘divertimento ‘e per piacere personale, io faccio “art pour l ‘art”. Non voglio, almeno non intenzionalmente, comunicare nulla di specifico nella composizione di musica e testi (o in tutte le altre arti che realizzo), tranne forse per alcune cose in passato e quelle future cui sto lavorando.

Io non mi ritengo un artista, mi sento solo creativo, e non punto a diventare qualcuno in questo campo. Ho scelto la mia professione d ‘informatico con Linux. Questo mi da sostentamento economico e mi consente di non dover sottostare a criteri ben precisi o leggi di mercato quando creo.

Io creo perché voglio e devo creare. E lo faccio come piace a me, senza forzature o canoni da rispettare. Sta poi alle singole persone dare un risvolto alle mie creazioni, come quello  ‘esoteristico ‘ che hai avvertito tu.

Mi piace dare questa interpretazione di me e delle mie creazioni: “sono come una tela che la gente dipinge o può dipingere a piacere, ma io rimango quella tela”. É vero che ho uno stile ben preciso in questo album, ma é sempre parte di voler provare e fare in libertà, é il mio modo di creare.

Per risponderti direttamente:

1 - L ‘entità maligna che si nutre dei nostri errori siamo noi stessi, così come noi stessi siamo l ‘entità

opposta, quell ‘intelligenza collettiva che, come ho detto in precedenza, arriverà (o ritornerà) all ‘Età

Dorata. Certo questo non potrà accadere di default, per questo é fondamentale pensare globalmente ed agire localmente. Prima o poi tutte le connessioni neurali di questo organismo scateneranno la sinapsi.

2 - Nella mia musica forse non si avverte questa fede. Di certo la musica in sé non porta avanti un messaggio. É il modo in cui la vivo, la creo e la distribuisco che é in sé messaggio sociale. Se posso

permettermi di citare Gandhi per ben due volte:

“Noi dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”.

‘I mezzi possono essere collegati al seme, il fine ad un albero: ed esiste la stessa inviolabile connessione fra i mezzi ed il fine, così com ‘é fra il seme e l ‘albero ‘.

Questa é la “provocazione” (se vogliamo definirla tale) che io porto avanti nella scelta del Copyleft come habitat naturale, come terreno fertile nel quale piantare il mio albero Buddhista.


(Nicola) Ora uno spazio tutto tuo per chiudere; parla al nostro pubblico ancora un po ‘ di te anticipandoci qualcosa del tuo futuro artistico oppure invitando di nuovo ad ascoltare il tuo album, io ti ringrazio aspettandoti di nuovo sulle nostre pagine perché quel sapore che avverto nei tuoi  ‘solchi ‘ lo vorrei risentire di nuovo!

(CGA)Grazie per questo angolino tutto mio!

Quel che posso dire é che al momento non sto componendo molto perché sto portando avanti un paio di progetti paralleli di gruppo con il mio “circolino” di amici artisti ed un altro che invece voglio proporre ad un amica che fa visual art per un installazione che in mente da tempo. Per questo secondo progetto sto imparando a programmare Arduino e Processing, dei primi non posso dire assolutamente nulla per adesso.

Un ‘altra cosa che “mi tiene lontano” dal fare musica (a meno che ispirato) é quella di dover riprogrammare i miei strumenti MIDI (per poterlo fare, prima devo finire di studiare MIDI con il libro di cui sopra) per farli funzionare con i software che uso con Linux, quando avrò fatto questo ed avrò impostato un “workflow” definito , ho intenzione di suonare live in un paio di posti gestiti da amici a Milano. Se poi la cosa piace, sono aperto ad inviti per suonare, ma prima ci sono questi due  ‘test ‘ che voglio fare. Per quanto riguarda la mia musica che trovate su Jamendo, vorrei dire che “A Symphony Of An Ignorable Average” potrebbe essere un buon ascolto ulteriore, ma chiedo scusa sin da ora per la pessima qualità audio. Una volta appresa e impostata la parte MIDI, lo ri-registreró a dovere.

Una nota che riguarda il mio sito personale: presto lo rianimerò e potrete leggere e trovare le mie cose vecchie e soprattutto nuove. Se vi fa piacere, segnatevelo e seguitemi più da vicino. Oltre alle mie cose ci troverete notizie e link riguardanti il mio circolino di amici artisti.

Infine, un ringraziamento particolare va  ‘all ‘ultimo dei veri Hacker ‘ (come lo definisce Stevn Levy nel suo libro): Richard Matthew Stallman, visionario e padre fondatore del Copyleft, che sta alla base di tutto ciò; a Lawrence Lessig che, sulle spalle del gigante Stallman, ha plasmato e realizzato lo strato legale che ci consente di rilasciare le nostre opere con licenze Creative Commons, e a Jamendo, che permette a noi artisti indipendenti e che credono nel Copyleft di poter usufruire di una piattaforma completa di pubblicazione.

Se vi fa piacere, vi anticipo che ho intenzione di realizzare un lavoro che mette in parallelo Richard Matthew Stallman (e gli Hacker) come moderno Leonardo Da Vinci: visionario e geniale, del suo impatto sulla società a venire da li a secoli dopo. Non ho ancora tempistiche certe, ma l ‘idea é ben chiara e prende forma nelle mie visioni.

Non sono ancora certo dei mezzi e dei luoghi ma sarà un progetto (per me) interessante da realizzare. Qui ci si sarà un messaggio, e spero che la gente lo colga. Last but not least: ancora grazie a te Nicola ed in bocca al lupo per la tua avventura con “Sounds Behind The Corner”.

 

Nicola Tenani

 

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